Le tue email non vengono ricevute?

Quando un’e-mail non può essere consegnata a un server di posta elettronica, si parla di bounce.
Il server di posta elettronica generalmente fornisce un motivazione.

Possiamo individuare due situazioni.

HARD BOUNCE e SOFT BOUNCE.

HARD BOUNCE

Un hard bounce indica un motivo permanente per cui un’e-mail non può essere consegnata.
Ecco alcuni motivi comuni per cui un’e-mail potrebbe non essere recapitata correttamente.

  • L’indirizzo email del destinatario non esiste.
  • Il server di posta elettronica del destinatario ha bloccato completamente la consegna.

SOFT BOUNCE

I soft bounce in genere indicano un problema di consegna temporaneo e vengono gestiti in modo diverso rispetto agli hard bounce.

Questi sono alcuni motivi comuni per cui ciò potrebbe accadere.

  • La casella di posta è piena (oltre la quota).
  • La cassetta postale non è configurata correttamente. La casella di posta non è attiva.
  • Il server di posta elettronica del destinatario è inattivo o offline.
  • Al server di posta elettronica del destinatario sono state inviate troppe e-mail durante un periodo di tempo. Il messaggio e-mail è troppo grande.
  • Il nome di dominio non esiste.
  • Messaggio di posta elettronica bloccato a causa di contenuto.
  • Il messaggio di posta elettronica non soddisfa i criteri del server del destinatario.
  • Il messaggio di posta elettronica non soddisfa i requisiti DMARC del server del destinatario per l’autenticazione.
  • Il messaggio e-mail non soddisfa i requisiti antispam del server del destinatario.
  • Il messaggio e-mail non soddisfa i requisiti antivirus del server del destinatario.
  • Il messaggio e-mail non soddisfa i requisiti del mittente del server del destinatario.
  • La posta elettronica non può essere inoltrata tra i server di posta elettronica.
  • L’e-mail non può essere inoltrata per motivi sconosciuti.
5 motivi per digitalizzare la tua azienda

5 motivi per digitalizzare la tua azienda

Le contingenze dell’ultimo periodo hanno stravolto le abitudini delle aziende, modificando profondamente il metodo e le dinamiche lavorative consolidate. Modificando in buona sostanza lo status quo.

Sempre più spesso si sente parlare di Digitalizzazione aziendale, vediamo in breve cosa vuol dire:

La digitalizzazione aziendale è apportare un cambiamento culturale, organizzativo e operativo all’interno di un’azienda, attività o ecosistema economico, attraverso l’integrazione graduale, strategica e consapevole di tecnologie, processi e competenze digitali

P. Menconi

Questo percorso non è semplice perchè si tratta di superare una serie di “resistenze al cambiamento” che possono essere messe in atto sia in maniera consapevole che inconsapevole dai vari attori del sistema azienda i quali devono essere disposti ad accettare un vero e proprio cambiamento tecnologico, culturale, manageriale e organizzativo.

Un esempio banale e reale è questo:
Dopo aver configurato presso un nostro cliente un sistema di gestione relazioni con i clienti (CRM Vtiger) che contiene una serie di routine che permettono di migliorare la fidelizzazione con il cliente, sia quelli del reparto marketing che dell’area amministrazione hanno mosso questa obiezione: “troppo complicato, facciamo prima tramite telefono”. Ovviamente, cronometro alla mano è stato molto facile dimostrare come i tempi per compiere le stesse azioni, si riducevano del 60%. Si tratta appunto di vincere le resistenze interne al cambiamento.

Quali sono i 5 motivi validi per digitalizzare un azienda:

  • Immagine moderna: apparire nei confronti del nostro pubblico come un azienda moderna al passo con i tempi e proiettata verso il futuro.
  • Vantaggi economici: non è necessario un negozio fisico, con conseguente risparmio sui costi fissi
  • Aumento della produttività: riduzione dei tempi per eseguire alcune mansioni che possono essere automatizzate.
  • Semplificazione del processo lavorativo: grazie all’utilizzo di software gestionali si possono semplificare i processi.
  • Raggiungere un pubblico più vasto e avvalersi di collaboratori esperti esterni.

Per avere ulteriori informazioni in merito alla digitalizzazione della tua azienda, contattaci

10 siti web gratuiti da aggiungere ai preferiti

  1. TinyWOW:
    Ottieni versioni gratuite degli strumenti per cui di solito paghi. Include versioni gratuite di:
    • Adobe Acrobat Pro (editor PDF)
    • Photoshop (editor di immagini)
  2. Jenni AI:
    Uno strumento di scrittura automatica AI che scrive automaticamente i tuoi saggi ed e-mail per te.
    Tutto quello che devi fare è dargli un titolo e un paio di frasi.
  3. Temp-mail
    Temp-mail ti offre un’e-mail temporanea e una casella di posta in arrivo per aiutarti a registrarti ai siti Web ed evitare tutto lo spam lungo la linea.
  4. Quillbot:
    Quillbot è un sito web di parafrasi che riscrive tutto come testo libero da plagio.
    Super utile se sei al college.
  5. Telaio
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  6. Otter AI:
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    Otter registra le riunioni e le trascrive automaticamente in testo.
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  10. Microscopia
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Cambiamenti ed evoluzioni di Google Analyics

Novità per quanto riguarda Google Analytics, lo strumento di analisi che traccia le visite e le conversioni nella maggior parte dei siti oggi presenti in Italia e nel mondo:

La prima novità è che alcune authority della privacy europee (italiana, francese, tedesca, spagnola), hanno dichiarato Google Analytics (nella versione Universal Analytics) non è più conforme alle normative GDPR in quanto non rispetta le normative vigenti, i dati raccolti da Google vengono trasferiti nei server degli Stati Uniti dove le normative sulla privacy sono ben diverse dalle nostre e ritenute non in linea con le indicazioni fornite dalla UE.

La seconda invece riguarda Google, ha annunciato che dismetterà la versione Universal Analytics a partire da Luglio 2023.

Questo vuol dire che tutti i siti che entro quella data si devono adeguare.

Quali sono le possibili alternative?

  1. Passare a un servizio di analytics con sede in Europa:
    Plausible, Matomo e Web Analytics Italia. Solamente la prima è opensource le altre prevedono un canone mensile.
  2. Passare a Google Analytics 4 applicando delle misure aggiuntive relative alla privacy
  3. Non tracciare più visite ed eventi

Nel caso fossi interessato ad una delle soluzioni proposte, contattaci per un analisi del tuo sito e per una stima dei costi.

Google Analytics 4 per essere in regola col GDPR

Il Garante della Privacy, come era prevedibile, ha chiesto di sospendere Google Analytics in quanto i dati vengono trasferiti negli Stati Uniti (paese privo di un adeguato livello di protezione) senza il consenso degli utenti violando la normativa sulla protezione dei dati.

Diciamo che al momento non si tratta di un divieto vero e proprio ma di una sospensione in attesa che il sito in questione, adotti le misure necessarie per garantire la conformità col GDPR in merito al trasferimento dei dati in USA.

Quali sono i dati che GA raccoglie:

  • indirizzi ip del dispositivo dell’utente
  • informazioni relative al browser ed sistema operativo
  • la lingua utilizzata
  • data e ora della visita

Il garante ritiene che la legislazione USA non offra garanzie adeguate, non in linea con gli standard del GDPR.

Il garante ha dato 90 giorni di tempo per adottare misure adeguate, questo vuol dire che gli scenari possono cambiare e che Google potrebbe adottare le misure richieste dal Garante.

Una delle misure che è possibile adottare nel breve periodo è quella di migrare a Google Analytics 4 (non esiste certezza che sia conforme, unica cosa certa è che il garante si è espresso solo nei confronti di Universal Analytics e non di GA4).

GA4 presenta alcune caratteristiche che lo rendono “più conforme”:

  • non gestisce ip degli utenti
  • i dati vengono gestiti tramite server proxy collocato in Europa
  • anonimizzare gli indirizzi ip

Il consiglio è quello di passare a GA4, anche perchè nel 2023 Universal verrà dismesso e tanto vale farlo adesso.

Se hai bisogno di supporto contattaci.

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